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Tutte i trend dell'immobiliare di Business Beats 2026 😉

November 02, 2026

 

Ciao,

Anche quest’anno abbiamo partecipato con entusiasmo al Business Beats, l’evento dedicato agli agenti immobiliari organizzato da Onoffice :)

Abbiamo conosciuto molti colleghi provenienti da tutta Italia e abbiamo ascoltato interventi interessanti sul nostro settore che voglio assolutamente condividerti.

È stata una giornata di networking, ma anche di formazione e confronto su mercato, clienti, intelligenza artificiale e nuovi modi di lavorare.

Ho preso parecchi appunti. Voglio condividere con te quelli che meritano attenzione, perché tra un appuntamento, una proposta e una telefonata è facile perdere di vista i cambiamenti che riguardano il nostro lavoro.

Tra gli interventi, quello di Paolo Giabardo, direttore generale di Immobiliare.it, ci ha offerto una lettura dei trend del mercato immobiliare: disponibilità di immobili, andamento dei prezzi, ruolo dei mutui e differenze tra territori. Dati utili per capire cosa sta cambiando e come orientare il nostro lavoro.

1. Meno case disponibili non significa vendere tutto facilmente

Nei dati presentati all’evento, riferiti al terzo trimestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, l’offerta di immobili usati in Italia diminuisce del 6,9%, mentre la pressione della domanda cresce del 5,1%.

Eppure il tempo medio di vendita indicato arriva a 5,5 mesi, in aumento del 6%.

Questo è un passaggio su cui fermarsi: avere meno concorrenza sul mercato non significa poter proporre qualsiasi prezzo.

La valutazione, la preparazione dell’immobile e la strategia di promozione restano decisive.

Sono dati utili anche quando dobbiamo spiegare a un proprietario perché “ci sono poche case in vendita” non basta a giustificare la sua richiesta.

 

2. Nuovo e usato si allontanano

Un altro dato interessante riguarda la distanza tra i prezzi del nuovo e quelli dell’usato.

Nelle rilevazioni mostrate, il nuovo arriva a circa 3.196 euro al metro quadrato, contro 2.095 euro dell’usato: un divario di circa il 52%, rispetto al 26% di cinque anni prima.

Per noi significa aiutare il cliente a confrontare il costo complessivo delle alternative: prezzo d’acquisto, eventuali lavori, tempi, consumi e caratteristiche dell’edificio.

Due case con la stessa metratura possono richiedere impegni economici molto diversi. La nostra consulenza serve anche a renderli comprensibili.

 

3. Mutui e capacità di spesa vanno capiti prima

Durante l’incontro è stato evidenziato il contributo degli acquisti con mutuo alla crescita del mercato.

Allo stesso tempo, nei dati presentati, oltre la metà delle compravendite delle persone fisiche avviene senza ricorrere a un mutuo.

Abbiamo quindi davanti clienti con possibilità ed esigenze diverse.

Capire presto il budget reale, la disponibilità iniziale e l’eventuale necessità di finanziamento ci aiuta a impostare una ricerca e una trattativa su basi concrete.

Anche l’accessibilità cambia molto da città a città: nell’indicatore mostrato, per acquistare 100 metri quadrati a Torino servono circa otto annualità di reddito lordo, contro circa sedici a Firenze.

È un confronto tra prezzi e redditi, che ci ricorda quanto conti conoscere la capacità di spesa di chi cerca casa.

 

4. Il mercato va letto quartiere per quartiere

Il focus su Torino ha mostrato prezzi in crescita, ancora distanti da quelli di città come Milano e Firenze, ma soprattutto andamenti differenti tra quartieri e comuni della cintura.

La crescita non si distribuisce in modo uniforme dal centro verso l’esterno.

La domanda da farci è: dove si stanno spostando le ricerche? Quali zone diventano un’alternativa per chi non riesce più a comprare dove avrebbe voluto?

Dire “nella mia città i prezzi salgono” è troppo generico per fare una buona valutazione.

Dobbiamo conoscere offerta, domanda e caratteristiche degli immobili nella zona precisa in cui lavoriamo.

5. Clienti stranieri: la lingua è solo l’inizio

Ne ha parlato Jacopo Tartaglia.

Si è parlato anche degli acquirenti stranieri, che in alcuni segmenti arrivano con budget superiori a quelli della domanda italiana.

Siamo attrezzati per seguirli?

Parlare una lingua serve, ma bisogna anche accompagnare chi non conosce le nostre procedure e ha bisogno di una rete di professionisti affidabili.

Può essere un’opportunità per ampliare i servizi dell’agenzia o costruire collaborazioni specializzate.

E richiede attenzione agli effetti sul territorio: gli investimenti possono portare ristrutturazioni e attività economica, mentre la pressione sui prezzi può rendere alcune zone meno accessibili ai residenti.

6. Ascoltare meglio e organizzare il lavoro

Con Matteo Salvo, esperto di strategie di apprendimento, abbiamo lavorato sulle mappe mentali: uno strumento per organizzare le informazioni e preparare incontri e trattative.

Lo spunto che mi porto a casa è semplice: prima di proporre una soluzione, dobbiamo aver capito il bisogno.

“Cerco un trilocale con terrazzo” è solo l’inizio.

Perché quella persona vuole cambiare casa? Quali sono le sue priorità? A cosa non vuole rinunciare?

Restituire questi bisogni con le parole del cliente ci aiuta a verificare di averlo ascoltato davvero e di poter comprendere i suoi bisogni raggiungendo il buon esito della trattativa.

Le mappe mentali ci aiutano a organizzare e definire i bisogni reali dei clienti venditori e compratori.

Ho trovato questo intervento molto utile perché a volte ci si incastra in questioni che in realtà poco hanno a che fare con i bisogni del cliente.

Trovo che questo strumento possa aiutarci a bypassare eventuali inghippi e concentrarci sugli obiettivi.

 

7. L’AI entra nei processi. I nostri canali devono essere collegati

Secondo Eleonora Viscardi, sul fronte dell’intelligenza artificiale si è parlato del passaggio dalle singole richieste agli agenti AI a cui affidare compiti e attività, sotto supervisione umana.

Per me il punto di partenza è questo: prima di automatizzare un’attività, dobbiamo sapere come vogliamo che venga svolta e chi ne controlla il risultato.

Lo stesso vale per l’omnicanalità: Instagram, sito, email e contatto diretto devono accompagnare il cliente in un percorso coerente.

Un proprietario ti scopre sui social, visita il sito e poi ti telefona: ritrova ovunque la stessa professionalità e un modo chiaro per affidarsi a te?

Sono tornata da questa giornata con tanti spunti da approfondire e portare nel lavoro quotidiano.

Con Casabase Academy vogliamo fare anche questo: tenerti aggiornato, aiutarti a leggere i cambiamenti e capire come usarli nella tua agenzia.

Quale di questi temi senti più vicino al tuo lavoro oggi?

Commenta qui sotto👇🏼: mi aiuterai a scegliere i prossimi approfondimenti.

 

 

A presto,

 

 

Elisabetta Casabase Academy

 

 

 

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